CELLULE DIOCESANE DI EVANGELIZZAZIONE

FOGLIO PER L’APPROFONDIMENTO: N. 334

(RIASSUNTO SINTETICO NON RIVISTO DALL’AUTORE)

I discepoli di Emmaus: è Pasqua ma sono tristi. Sono semplicemente dei delusi che tornano a casa… eppure è Pasqua.

In questo percorso si affianca Gesù, anche se il loro è un percorso confuso, ma non siamo soli lungo la via e questo ci consola. 

Uno straniero, è all’inizio Gesù risorto per i due, è all’inizio per ognuno,

E ciò che fa per prima cosa lo Straniero è donare un po di vita: “non ci ardeva forse il cuore nel petto!” Diranno ripensando a quella strada fatta in tre.

Dobbiamo impedire ai lutti vissuti di spegnere la vita che è in noi. I lutti vissuti devono diventare il motivo per vivere.

Uno straniero in modo misterioso riaccende il fuoco in quelle persone.

Lui le accompagna anche se loro non lo riconoscono. 

Ma in questo incontro c’è una sensazione che diventa un grido: “resta con noi” nella sera, nel buio che arriva.

Cerchiamo spesso risposte con la mente, ma ciò che ad un certo punto sentiamo di avere bisogno è solo la sua presenza: non ci capisco niente, ma resta con me Signore.

Le persone che non ci sono non sono rimaste indietro, ma ci hanno superato.

E anche s la nostra vita sarà nella fatica della nebbia: dobbiamo permettere che la Vita che ci dono il Risorto entri in noi, senza impedirglielo  a causa dei nostri lutti.

DOMANDA: cosa ti suggerisce questo insegnamento? Riesci a coniugare gioia pasquale e dolori della vita?

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